Rohbauten, Brom
etwas wie Suchbewegungen, wie Orientierungsverhalten
zur einen, zur anderen Seite. ich wußte,
daß es nochmals schneien w_rde, Glasbausteine
fragmentierten dich zu großen dunklen Flocken,
als wir durch halbfertige B_der, K_chen liefen,
ziellos. bereits im Windfang hatten wir uns zu
lang aufgehalten; der Rest der Gruppe war
schon weiter. Eiszeitpflanzen im Bauschutt
spiegelten die hin- und herreisende Ferne, auf
meinen Lippen sammelte sich Staub und nah
rauschte die Autobahn wie ein Verzicht,
in dem wir uns fortbewegten, abstrakter
als Tag und Nacht, eine Art Verausgabung,
die uns vorantrieb.
(Marion Poschmann: Geistersehen - Gedichte. Suhrkamp 2010)
Bosco d'isola
Non sono più nella mia casa,
ma in questa sede ariosa che mi concede tutto.
La sua tranquilla geometria
dà ingresso al chiaro per i corpi
umidi e leggeri sul terrazzo
nelle facce feriali di una pigra incuria.
Ascolto di qui le voci della piazza,
osservo come un lago il mare che si apre
nel bosco e se c'è vento
una domestica campagna di cicale
che a mezzogiorno protegge i nostri passi
quando il tempo non ha più direzione:
nella pianura totale, deserta,
e nel confine a taglio che si annebbia.
(Maurizio Cucchi: „Poesie" 1965/2000 Oscar Mondadori)
Mit der Veranstaltungsreihe "Denkwürdige Destillate" werden italienische und deutsche Stimmen der Gegenwartspoesie in Bozen vorgestellt, darauf vertrauend, dass in einer Stadt und Kultur der Zweisprachigkeit dem entsprechende Literaturen im Tandem ins Gespräch zu bringen sind.
Den dritten Abend der Reihe bestreiten die deutsche Dichterin Marion Poschmann und der italienische Dichter, Romancier, Kritiker und Herausgeber Maurizio Cucchi.
Marion Poschmann stellt in Bozen erstmals den eben den im Hauptprogramm des Suhrkamp Verlags erschienenen Gedichtband "Geistersehen" vor. Der Dichterin, die sich in der deutschen Poesielandschaft sehr eigenständig und von Moden und Zirkeln unabhängig behauptet, ist ein höchst feinsinniges Schreiben eigen, das in einer "literarischen Wachsamkeit und Wahrnehmungsfähigkeit" (Michael Braun) Landschaften und ihre Geschichtlichkeiten höchst reflexiv und virtuos abmisst und es nicht scheut, einen aufwenigen Bilderreichtum in Szene zu setzen, um eingeschriebene und neu entworfene Konnotationen wach zu rufen.
Über Maurizio Cucchi, den großfürstlichen Literaten der italienischen Szene, schreibt der Kritiker Roberto Galaverni:
"Le tante figure e figurine di Cucchi, perse nella città come nel tempo (anche in Vite pulviscolari ce ne sono di molto riuscite), sono infatti il termine di una considerazione, o meglio di un contatto. E alcuni attributi di questa poesia, come il silenzio da cui sembra ogni volta sgorgare, la fermezza dell'intonazione, la decisione della pronuncia, come se il poeta non volesse concedersi il modo di tornare indietro, sono esattamente gli elementi intesi a stabilirlo questo contatto, e soltanto secondariamente possono considerarsi una componente espressiva, o stilistica. Coincidono, in sostanza, con la possibilità stessa del raggiungimento e dell'enunciazione dell'altro, vale a dire della persona di cui sempre e inevitabilmente la poesia di Cucchi è in cerca. Il suo nucleo poetico è lirico-emotivo, profondo e viscerale, e non, come potrebbe sembrare, progettuale e narrativo. Semmai molta parte del fascino di questa poesia deriva proprio dalla sproporzione tra la condizione di sogno-oscurità che presiede alla poesia (dove l'oscuro qui, come nei bambini, è il buio) e l'estremo rigore compositivo, il controllo sempre vigile dell'espressione." (Roberto Galaverni, Alias/il manifesto)